Cast di Suburra - La serie, protagonisti e personaggi

Eugenio Vitale .

7 giugno 2026

Il cast di Suburra - La serie posa sul red carpet. Un gruppo di attori e attrici, tra cui Alessandro Borghi e Giacomo Ferrara, sorridono alla fotocamera.

Quando una serie vive di alleanze, tradimenti e rapporti di potere, gli attori diventano parte dell’identità stessa della storia. Il cast di Suburra - La serie riunisce interpreti affermati e volti emergenti, capaci di dare credibilità ai clan di Ostia, alla politica romana e agli ambienti della Chiesa. Qui trovi i protagonisti, i personaggi che interpretano, la presenza nelle tre stagioni e i motivi per cui questo ensemble funziona così bene.

I volti che definiscono la guerra per Roma

  • Alessandro Borghi interpreta Aureliano Adami, detto Numero 8.
  • Giacomo Ferrara è Alberto “Spadino” Anacleti, uno dei personaggi più complessi della serie.
  • Francesco Acquaroli dà volto a Samurai, il grande mediatore del potere criminale.
  • Filippo Nigro interpreta Amedeo Cinaglia, politico sospeso tra ideali e ambizione.
  • La serie conta 3 stagioni e 24 episodi, con un cast principale che cambia insieme agli equilibri della storia.

Il cast di Suburra - La serie riunito in un ambiente sfarzoso, con volti noti e nuovi pronti per nuove trame.

Il cast principale di Suburra tra criminalità e ambizione

La serie è ambientata soprattutto tra Roma e Ostia e mette in scena lo scontro tra criminalità organizzata, politica, Vaticano e interessi economici. Al centro ci sono tre giovani uomini, Aureliano, Spadino e Lele, le cui vite si intrecciano con quelle di figure più esperte e pericolose.

Attore Personaggio Presenza
Alessandro Borghi Aureliano “Numero 8” Adami Stagioni 1-3
Giacomo Ferrara Alberto “Spadino” Anacleti Stagioni 1-3
Eduardo Valdarnini Gabriele “Lele” Marchilli Stagioni 1-2
Francesco Acquaroli Samurai Stagioni 1-3
Filippo Nigro Amedeo Cinaglia Stagioni 1-3
Claudia Gerini Sara Monaschi Stagioni 1-3
Adamo Dionisi Manfredi Anacleti Stagioni 1-3

Alessandro Borghi è Aureliano Adami

Aureliano Adami, conosciuto come Numero 8, è il figlio ribelle di una famiglia criminale di Ostia. Alessandro Borghi lo interpreta come un ragazzo impulsivo, orgoglioso e spesso incapace di controllare la rabbia, ma anche desideroso di liberarsi dall’ombra della propria famiglia.

La forza del personaggio sta nella sua trasformazione. Aureliano non è soltanto un criminale in ascesa, ma un giovane che cerca continuamente di capire quale prezzo sia disposto a pagare per il potere. Personalmente lo considero uno dei ruoli più riusciti di Borghi, perché l’attore riesce a rendere leggibili anche le contraddizioni più scomode.

Giacomo Ferrara interpreta Spadino

Alberto “Spadino” Anacleti è il figlio minore del clan Anacleti e rappresenta uno dei percorsi emotivi più interessanti dell’intera serie. Giacomo Ferrara gli dà una fragilità iniziale che convive con un’ambizione sempre più evidente.

Spadino deve affrontare il rapporto con la famiglia, la pressione del fratello Manfredi e il bisogno di vivere secondo la propria identità. Ferrara evita di trasformarlo in una semplice figura romantica o drammatica: il personaggio resta pericoloso, ironico e imprevedibile anche nei momenti di maggiore vulnerabilità.

Eduardo Valdarnini è Lele Marchilli

Gabriele “Lele” Marchilli è il figlio di un poliziotto e si muove in un ambiente diverso da quello di Aureliano e Spadino. Eduardo Valdarnini interpreta un ragazzo che vuole mantenere uno stile di vita superiore alle proprie possibilità e finisce così sotto il controllo di persone molto più potenti di lui.

Lele è il punto d’ingresso più evidente nella spirale della serie. Il suo arco mostra quanto sia facile passare da piccoli compromessi a conseguenze irreversibili, soprattutto quando il desiderio di apparire conta più della prudenza.

Samurai, Cinaglia e Sara Monaschi portano la politica al centro

Accanto ai giovani protagonisti si muove una generazione già abituata a gestire favori, ricatti e relazioni istituzionali. È qui che il cast acquista una dimensione più adulta, perché la violenza non viene mostrata soltanto come scontro tra bande, ma come uno strumento che passa anche dagli uffici pubblici e dai palazzi del potere.

Francesco Acquaroli è Samurai

Samurai, interpretato da Francesco Acquaroli, è il grande intermediario della storia. Non ha bisogno di dominare ogni scena con la forza fisica, perché il suo vero potere nasce dalla rete di contatti che collega criminalità, politica e affari.

Acquaroli costruisce un personaggio freddo e controllato, quasi sempre un passo avanti rispetto agli altri. La sua presenza serve a ricordare che, nel mondo di Suburra, il criminale più pericoloso non è necessariamente quello che urla di più, ma quello che sa aspettare.

Filippo Nigro interpreta Amedeo Cinaglia

Amedeo Cinaglia comincia come un politico idealista e apparentemente distante dai meccanismi criminali. Filippo Nigro rende credibile il suo progressivo cambiamento, mostrando come la ricerca di consenso e potere possa consumare lentamente i principi personali.

Il personaggio è interessante perché non si presenta subito come un antagonista. Cinaglia diventa piuttosto l’esempio di una corruzione graduale, costruita attraverso scelte apparentemente pragmatiche. È uno dei ruoli che spiegano meglio il lato politico della serie.

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Claudia Gerini veste i panni di Sara Monaschi

Sara Monaschi è una professionista legata agli ambienti del Vaticano e coinvolta negli interessi sui terreni di Ostia. Claudia Gerini le dà un’ambiguità molto efficace, senza ridurla alla funzione di semplice alleata o antagonista.

Sara ragiona in termini di convenienza e sopravvivenza, ma non è mai completamente prevedibile. La sua presenza allarga il racconto oltre le famiglie criminali e mostra che il potere può assumere forme rispettabili, con abiti eleganti e linguaggio istituzionale.

Le famiglie Adami e Anacleti hanno due anime diverse

Una parte decisiva del cast è composta dagli interpreti che danno corpo alle due famiglie criminali di Ostia. Gli Adami e gli Anacleti non sono intercambiabili: i primi hanno una struttura più legata alla criminalità locale, mentre i secondi vengono rappresentati come un clan familiare compatto, gerarchico e segnato da forti tensioni interne.

Adamo Dionisi interpreta Manfredi Anacleti, fratello maggiore di Spadino e figura dominante del clan. Il personaggio incarna l’autorità tradizionale e la logica della fedeltà assoluta alla famiglia. La sua durezza crea uno dei principali ostacoli alla crescita di Spadino.

Paola Sotgiu è Adelaide Anacleti, una presenza materna solo in apparenza protettiva. L’attrice contribuisce a rendere la famiglia meno schematica, perché dietro la violenza emergono legami, rivalità e forme di controllo emotivo.

Barbara Chichiarelli interpreta Livia Adami, sorella di Aureliano. Livia non resta sullo sfondo e diventa una figura importante nella lotta interna agli Adami. Il suo percorso dimostra che la serie non limita l’iniziativa femminile ai ruoli sentimentali.

Nel gruppo degli interpreti più giovani spiccano anche Carlotta Antonelli, che interpreta Angelica Sale, e Federica Sabatini, nei panni di Nadia Gravone. Entrambe entrano in dinamiche familiari e criminali più grandi di loro, ma sviluppano gradualmente una propria capacità decisionale.

I personaggi secondari che danno spessore alla serie

Il cast di Suburra funziona anche grazie a numerosi personaggi secondari, spesso presenti per pochi episodi ma utili a mostrare quanto sia estesa la rete di interessi che circonda Roma. Tra questi ci sono Rosa Diletta Rossi nel ruolo di Alice Cinaglia, Jacopo Venturiero come Adriano Latelli e Alberto Cracco nei panni del cardinale Fiorenzo Nascari.

Completano l’ensemble interpreti come Alessandro Bernardini, che interpreta Saverio “Boiardo” Guerri, Emmanuele Aita nel ruolo di Ferdinando Badali, Antonio Bannò come Flavio Lucci e Gerasimos Skiadaresis nei panni di Theodosiou. Non tutti hanno lo stesso peso narrativo, ma contribuiscono a evitare l’effetto di una Roma costruita soltanto intorno ai protagonisti.

Questa varietà è importante anche dal punto di vista produttivo. La storia alterna scene di strada, incontri istituzionali, ambienti religiosi e conflitti familiari, quindi ha bisogno di interpreti capaci di cambiare registro rapidamente. È proprio nei ruoli minori che si avverte spesso il lavoro di caratterizzazione più concreto.

Perché il gruppo di attori rende credibile Suburra

Il merito principale del cast è l’equilibrio tra interpreti già riconoscibili e attori capaci di sorprendere. Borghi e Ferrara portano energia fisica e intensità emotiva, mentre Acquaroli, Nigro e Gerini costruiscono una tensione più controllata. Il risultato è una serie in cui ogni personaggio sembra avere qualcosa da perdere.

Un altro elemento riuscito è la differenza nel modo di parlare, muoversi e occupare lo spazio. Aureliano è nervoso e diretto, Spadino alterna ironia e insicurezza, Samurai usa il silenzio, mentre Cinaglia si affida al linguaggio della politica. Questi dettagli fanno capire rapidamente chi detiene il potere in una determinata scena.

Non definirei però tutti i personaggi ugualmente approfonditi. Alcune figure femminili, soprattutto nelle prime fasi, avrebbero meritato più spazio, mentre i protagonisti maschili ricevono archi narrativi più ampi. È un limite reale, ma non cancella la qualità del lavoro attoriale né la forza delle relazioni principali.

Il rapporto con il film e la continuità della storia

Suburra - La serie nasce come progetto collegato al film del 2015 e riprende alcuni personaggi, ma non va considerata una semplice trasposizione televisiva. La serie amplia soprattutto il ruolo di Spadino, Aureliano e Manfredi, trasformandoli nei centri emotivi di una storia più lunga e stratificata.

Alcuni interpreti tornano nei rispettivi ruoli, mentre Samurai viene affidato a Francesco Acquaroli nella versione seriale. Questa scelta contribuisce a distinguere i due progetti: il film ha un ritmo più concentrato, mentre la serie può seguire l’evoluzione dei rapporti per tre stagioni.

Per chi vuole proseguire dopo il finale, esiste anche Suburræterna, sequel e spin-off ambientato alcuni anni dopo. Tornano Giacomo Ferrara, Filippo Nigro, Carlotta Antonelli, Federica Sabatini, Paola Sotgiu e Alberto Cracco, ma la nuova serie introduce anche personaggi diversi e non sostituisce l’esperienza dell’opera originale.

Il cast da ricordare prima di iniziare la visione

Per orientarsi senza confondersi, conviene tenere a mente quattro assi principali: Aureliano e gli Adami, Spadino e gli Anacleti, Samurai e la rete criminale, Cinaglia e il potere istituzionale. Intorno a questi nuclei si muovono Lele, Sara, Angelica, Nadia, Adelaide e gli altri personaggi.

La serie conta 10 episodi nella prima stagione, 8 nella seconda e 6 nella terza. Io la considero soprattutto un racconto corale: il fascino non dipende da un solo protagonista, ma dal modo in cui ogni attore modifica gli equilibri della storia. È questo intreccio di ambizione, paura e identità a rendere il cast di Suburra ancora riconoscibile nel panorama delle serie italiane.

Domande frequenti

Alessandro Borghi interpreta Aureliano “Numero 8” Adami, Giacomo Ferrara è Alberto “Spadino” Anacleti ed Eduardo Valdarnini veste i panni di Gabriele “Lele” Marchilli. Aureliano e Spadino sono presenti in tutte e tre le stagioni, mentre Lele compare nelle prime due.
Francesco Acquaroli interpreta Samurai, il mediatore tra criminalità, politica e affari. Filippo Nigro è Amedeo Cinaglia, politico segnato da una corruzione graduale, mentre Claudia Gerini interpreta Sara Monaschi, professionista legata agli ambienti del Vaticano e agli interessi sui terreni di Ostia.
Gli Adami sono legati soprattutto alla criminalità locale di Ostia, mentre gli Anacleti sono un clan più compatto e gerarchico, attraversato da forti tensioni familiari. Manfredi, interpretato da Adamo Dionisi, rappresenta l’autorità tradizionale degli Anacleti e ostacola la crescita di Spadino.
La serie conta tre stagioni e 24 episodi complessivi: 10 nella prima stagione, 8 nella seconda e 6 nella terza. Dopo il finale è possibile proseguire con Suburræterna, sequel e spin-off ambientato alcuni anni più tardi.
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Autor Eugenio Vitale
Eugenio Vitale
Mi chiamo Eugenio Vitale e dedico la mia attività a esplorare il mondo della musica, del cinema e dello spettacolo da ben otto anni. La mia curiosità per questi ambiti affonda le radici in un profondo amore per la narrazione, sia essa sonora o visiva, e nella volontà di comprenderne le dinamiche teoriche, storiche e industriali che ne plasmano l'evoluzione. Nel mio lavoro qui su hifipickup.it, mi impegno a rendere accessibili concetti complessi, a confrontare diverse prospettive e a seguire con attenzione le tendenze del settore, sempre con l'obiettivo di offrire contenuti chiari, accurati e aggiornati.
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