Alicia Vikander, i film migliori e da dove iniziare

Eugenio Vitale .

22 settembre 2026

Alicia Vikander, in un film, siede a un tavolo con un cavalletto, circondata da materiali artistici.

Quando vuoi scegliere un film di Alicia Vikander, la difficoltà non sta nella quantità dei titoli, ma nella loro varietà. L’attrice svedese è passata dal cinema d’autore ai blockbuster, dai drammi storici alla fantascienza, costruendo una filmografia in cui ogni fase racconta un lato diverso del suo talento. Qui raccolgo i titoli più importanti, le interpretazioni da non perdere e un ordine pratico per iniziare.

La filmografia di Alicia Vikander attraversa generi e paesi diversi

  • Ex Machina resta il punto di svolta più originale della sua carriera.
  • The Danish Girl le ha fatto vincere l’Oscar come miglior attrice non protagonista.
  • Tomb Raider mostra il suo passaggio al cinema d’azione internazionale.
  • Royal Affair e Anna Karenina rivelano la sua forza nei drammi in costume.
  • Tra i progetti recenti e annunciati figurano Hope e The Last Day.

Alicia Vikander, in un film, siede con un cavalletto, pronta a dipingere.

Da dove nasce la carriera cinematografica di Alicia Vikander

Vikander si è formata in Svezia, dove ha iniziato a lavorare tra televisione e cinema prima di attirare l’attenzione internazionale. Il primo titolo davvero importante è Pure, dramma del 2010 in cui interpreta Katarina, una giovane donna che cerca nella musica una via d’uscita da una vita difficile. È un film essenziale, ma già permette di riconoscere una caratteristica che tornerà spesso nella sua carriera: la capacità di rendere credibili personaggi chiusi, inquieti e pieni di contraddizioni.

Il salto arriva nel 2012 con due produzioni in costume. In Royal Affair interpreta la regina Caroline Mathilde, mentre in Anna Karenina è Kitty, ruolo più delicato ma tutt’altro che secondario. Io considero questa fase decisiva perché Vikander non viene presentata come una semplice promessa nordica, ma come un’interprete capace di muoversi in produzioni internazionali senza perdere misura e intensità.

Negli anni successivi arrivano Hotel, il biografico Il quinto potere e il dramma bellico Testament of Youth. Sono film diversi per tono e ambizione, ma condividono una scelta precisa: mettere l’attrice al centro di storie in cui la trasformazione emotiva conta più dell’esibizione.

I titoli migliori per capire il suo stile

Ex Machina

In Ex Machina di Alex Garland, Vikander interpreta Ava, un’intelligenza artificiale dall’aspetto umano. Il film funziona perché non usa la tecnologia soltanto come spettacolo: la trasforma in una domanda sul controllo, sul desiderio e sulla libertà. La sua interpretazione è fredda solo in superficie, mentre sotto lascia filtrare una tensione difficile da dimenticare.

The Danish Girl

Con The Danish Girl, Vikander interpreta Gerda Wegener, pittrice e moglie di Lili Elbe. Il ruolo le è valso l’Oscar come miglior attrice non protagonista e rappresenta uno dei vertici della sua carriera. A mio giudizio, il film è più interessante quando resta vicino al rapporto tra i due personaggi, perché la prova dell’attrice emerge soprattutto nei silenzi e nei cambiamenti progressivi di Gerda.

The Man from U.N.C.L.E.

Nel film di Guy Ritchie interpreta Gaby Teller, personaggio brillante e combattivo inserito in una spy story dal tono ironico. The Man from U.N.C.L.E. è meno drammatico rispetto ai suoi lavori più celebri, ma dimostra che Vikander possiede anche una buona presenza scenica nei film d’intrattenimento. È una scelta ideale per chi preferisce ritmo, eleganza visiva e umorismo invece di un dramma intenso.

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Tomb Raider

In Tomb Raider veste i panni di Lara Croft e affronta un ruolo fisicamente impegnativo. Il film non reinventa il genere, però aggiorna il personaggio rendendolo più vulnerabile e meno invincibile rispetto alle versioni precedenti. La preparazione atletica contribuisce alla credibilità delle scene d’azione, anche se il risultato dipende molto da quanto si apprezza il linguaggio dei blockbuster.

Il lato più interessante resta quello dei drammi e dei film d’autore

La parte più ricca della filmografia non coincide necessariamente con i titoli più costosi. In Hotel, Vikander interpreta una donna che cerca di ricostruire la propria identità attraverso un gruppo di sostegno; in Submergence lavora invece su una storia romantica sospesa tra sentimento e isolamento. Sono film imperfetti, ma mostrano il suo interesse per personaggi che vivono una frattura interiore.

Un caso particolare è Earthquake Bird, thriller psicologico ambientato a Tokyo. Qui l’attrice interpreta Lucy, una donna straniera coinvolta in una relazione ambigua e in un’indagine per omicidio. Il film punta più sull’atmosfera che sull’azione, e proprio per questo può dividere il pubblico: chi cerca una trama lineare potrebbe trovarlo lento, mentre chi ama il cinema sensoriale troverà una prova molto controllata.

In Blue Bayou Vikander interpreta Kathy, una donna alle prese con la precarietà familiare e con le conseguenze di un sistema burocratico spietato. La sua presenza è meno spettacolare rispetto a Ex Machina o Tomb Raider, ma il risultato è più umano. È uno di quei film in cui la recitazione lavora soprattutto sulla quotidianità, sui gesti e sulla stanchezza.

Tra i lavori più recenti, Firebrand la porta nuovamente nel cinema storico. Nel ruolo di Catherine Parr, ultima moglie di Enrico VIII, l’attrice evita una rappresentazione semplicemente decorativa della regina e costruisce una figura attenta, politica e consapevole del pericolo. Non è un titolo per chi cerca un racconto d’azione, ma offre un’interessante lettura del potere visto dall’interno della corte.

Quale film scegliere in base ai propri gusti

Se ami Inizia da Perché funziona
Fantascienza e thriller Ex Machina Ha un’idea forte e una tensione costruita sui dialoghi.
Drammi storici The Danish Girl Unisce interpretazioni intense e trasformazione emotiva.
Avventura e azione Tomb Raider Propone una Lara Croft più fisica e vulnerabile.
Cinema romantico e malinconico Submergence Punta sull’atmosfera e sul rapporto tra due persone isolate.
Thriller psicologici Earthquake Bird Costruisce il mistero attraverso percezioni e relazioni ambigue.

Per una prima visione sceglierei Ex Machina, perché concentra in poco tempo la precisione recitativa e l’intelligenza delle scelte di Vikander. Se invece vuoi seguire la sua evoluzione, partirei da Royal Affair, passerei a The Danish Girl e arriverei poi a Tomb Raider. In questo modo si vede bene il passaggio dal dramma in costume al cinema internazionale più commerciale.

Per una serata dedicata alle attrici capaci di attraversare generi molto diversi, si può ampliare il percorso anche con i film di Awkwafina. Il confronto è interessante proprio perché le due interpreti seguono strade differenti, ma entrambe alternano produzioni d’autore e titoli rivolti a un pubblico più ampio.

Il cinema d’azione non definisce tutta la sua identità

È facile associare Alicia Vikander soprattutto a Lara Croft, ma sarebbe una lettura riduttiva. L’azione è una tappa della carriera, non il suo centro: i ruoli più memorabili restano quelli in cui il personaggio deve gestire una perdita, un conflitto morale o una relazione difficile.

In questo senso, anche Beckett è utile per capire il suo rapporto con il genere. Il film segue soprattutto il protagonista interpretato da John David Washington, mentre Vikander appare in un ruolo più contenuto ma inserito in una storia politica e internazionale. Chi vuole approfondire il percorso di interpreti legati al cinema d’azione e ai ruoli di genere può affiancare questa visione alla filmografia di Shawn Ashmore, con una traiettoria naturalmente diversa ma utile per osservare come Hollywood costruisce questo tipo di personaggi.

La sua scelta più riuscita, secondo me, è proprio non restare confinata in un’unica immagine. Dopo il successo di Ex Machina e dell’Oscar, avrebbe potuto puntare soltanto su ruoli prestigiosi o grandi franchise; invece ha continuato a alternare produzioni più accessibili, cinema indipendente e personaggi storici.

I prossimi titoli possono aprire una nuova fase

Il quadro del 2026 è ancora in movimento. Hope, diretto da Na Hong-jin e con un cast internazionale, è indicato in uscita italiana il 5 novembre 2026, mentre The Last Day ha attirato attenzione nel circuito festivaliero con una storia ispirata all’universo di Virginia Woolf. Per entrambi conviene controllare le date effettive di distribuzione, perché festival, sale e piattaforme possono seguire calendari diversi.

Questi progetti suggeriscono una fase meno legata all’immagine della star d’azione e più interessata a collaborazioni internazionali e ruoli complessi. È una direzione che le si addice: Vikander dà il meglio quando il personaggio non viene spiegato tutto subito, ma prende forma attraverso dettagli, esitazioni e decisioni difficili.

Per iniziare senza sbagliare, sceglierei Ex Machina se vuoi il titolo più originale, The Danish Girl se cerchi una prova drammatica e Tomb Raider se preferisci l’avventura. Il vero valore della filmografia di Alicia Vikander sta però nella distanza tra questi film: è proprio quel contrasto a mostrare quanto sia ampia la sua gamma interpretativa.

Domande frequenti

Ex Machina è il punto di partenza più efficace perché concentra la sua precisione recitativa in un thriller di fantascienza costruito su controllo, desiderio e libertà. Chi preferisce i drammi può iniziare da The Danish Girl, mentre gli appassionati d’azione possono scegliere Tomb Raider.
Ha vinto l’Oscar come miglior attrice non protagonista per The Danish Girl, in cui interpreta Gerda Wegener, pittrice e moglie di Lili Elbe. La sua prova emerge soprattutto nei silenzi e nei cambiamenti progressivi del personaggio.
Per seguire l’evoluzione della sua carriera si può partire da Royal Affair, proseguire con The Danish Girl e arrivare a Tomb Raider. Questo ordine mostra il passaggio dai drammi in costume al cinema internazionale più commerciale.
Tra i progetti citati figurano Hope, diretto da Na Hong-jin e indicato in uscita italiana il 5 novembre 2026, e The Last Day, ispirato all’universo di Virginia Woolf. Le date effettive possono cambiare in base alla distribuzione.
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Autor Eugenio Vitale
Eugenio Vitale
Mi chiamo Eugenio Vitale e dedico la mia attività a esplorare il mondo della musica, del cinema e dello spettacolo da ben otto anni. La mia curiosità per questi ambiti affonda le radici in un profondo amore per la narrazione, sia essa sonora o visiva, e nella volontà di comprenderne le dinamiche teoriche, storiche e industriali che ne plasmano l'evoluzione. Nel mio lavoro qui su hifipickup.it, mi impegno a rendere accessibili concetti complessi, a confrontare diverse prospettive e a seguire con attenzione le tendenze del settore, sempre con l'obiettivo di offrire contenuti chiari, accurati e aggiornati.
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