Tra aristocrazia inglese, serre di cannabis e regolamenti di conti, The Gentlemen porta l’universo criminale di Guy Ritchie sul piccolo schermo. La serie riprende l’idea del film del 2019, ma racconta una storia nuova, con personaggi diversi e un ritmo pensato per il binge watching. Qui trovi trama, cast, numero di episodi, rapporto con il film e una valutazione chiara su chi dovrebbe guardarla.
La serie di Guy Ritchie unisce criminalità, umorismo nero e aristocrazia britannica
- Formato: serie crime comedy creata da Guy Ritchie per Netflix.
- Stagioni disponibili: 2, entrambe composte da 8 episodi.
- Protagonisti: Theo James nei panni di Eddie Horniman e Kaya Scodelario in quelli di Susie Glass.
- Collegamento con il film: è uno spin-off, non un seguito diretto.
- Ambientazione della seconda stagione: il mondo criminale si allarga anche all’Italia e al Lago Maggiore.
- Futuro: la terza stagione è stata confermata, ma non ha ancora una data ufficiale.
Che cos’è The Gentlemen e da quale film nasce
The Gentlemen è una serie televisiva britannica ideata da Guy Ritchie, lo stesso regista di Lock & Stock, Snatch e del film The Gentlemen del 2019. La prima stagione è arrivata su Netflix il 7 marzo 2024 e ha trasformato in racconto seriale la miscela di gangster, umorismo britannico e personaggi eccentrici tipica del regista.
Il rapporto con il film è importante, ma spesso viene frainteso. La serie non riprende Mickey Pearson, interpretato da Matthew McConaughey, né continua direttamente le sue vicende. È uno spin-off autonomo: conserva l’idea di un’attività criminale nascosta sotto il rispettabile mondo dell’alta società, ma costruisce una nuova storia attorno alla famiglia Horniman.
Per questo, secondo me, non è necessario vedere prima il film. Chi lo conosce riconoscerà il tono, la struttura dei dialoghi e il gusto per i criminali improbabili, mentre chi arriva direttamente dalla serie può seguirla senza perdere passaggi essenziali. La vera continuità è soprattutto stilistica e tematica, non narrativa.
La trama ruota attorno a un’eredità molto ingombrante
Eddie Horniman è un ufficiale dell’esercito britannico che torna nella tenuta di famiglia dopo la morte del padre. Inaspettatamente eredita il titolo di duca di Halstead, insieme a una grande proprietà e a una situazione familiare tutt’altro che tranquilla.
Il problema emerge quando Eddie scopre che sotto i terreni della tenuta opera una vasta piantagione illegale di cannabis. L’attività appartiene a Bobby Glass, potente criminale interpretato da Ray Winstone, e viene gestita dalla figlia Susie, una donna fredda, elegante e molto più preparata di quanto Eddie immagini.
Da quel momento la serie mette in collisione due mondi. Da una parte ci sono titoli nobiliari, regole di famiglia e vecchi privilegi; dall’altra troviamo debiti, ricatti, violenza e affari clandestini. Eddie vorrebbe liberarsi del problema, ma ogni tentativo di uscire dal sistema lo spinge ancora più vicino al potere criminale.
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I personaggi che fanno davvero la differenza
- Eddie Horniman, interpretato da Theo James, è apparentemente il personaggio più razionale. La sua evoluzione è interessante perché il duca riluttante scopre gradualmente di avere talento per il controllo e la strategia.
- Susie Glass, interpretata da Kaya Scodelario, gestisce l’impero del padre con lucidità e ambizione. È il personaggio che tiene insieme il lato imprenditoriale e quello criminale della storia.
- Freddy Horniman, interpretato da Daniel Ings, è il fratello maggiore di Eddie. Inetto, viziato e spesso ridicolo, porta nella serie una componente comica che evita al racconto di diventare troppo cupo.
- Geoff Seacombe, interpretato da Vinnie Jones, è il guardiacaccia della tenuta. La sua lealtà e la sua capacità di risolvere i problemi lo rendono una delle presenze più memorabili.
- Bobby Glass, interpretato da Ray Winstone, rappresenta il vecchio potere criminale, capace di imporsi anche quando non è direttamente al centro dell’azione.
La forza del cast sta soprattutto nei ruoli secondari. Guy Ritchie riempie la storia di truffatori, fanatici religiosi, trafficanti e aristocratici decadenti. Alcuni restano in scena poco, ma quasi tutti hanno una caratteristica visiva o comportamentale molto precisa, e questo rende il mondo della serie immediatamente riconoscibile.
Quante stagioni ed episodi ci sono nel 2026
Nel 2026 sono disponibili due stagioni da otto episodi. La struttura è adatta a una visione rapida, perché ogni puntata dura circa un’ora e chiude una parte del conflitto lasciando però aperta la partita più grande.
| Stagione | Episodi | Uscita | Situazione |
|---|---|---|---|
| Prima stagione | 8 | 7 marzo 2024 | Disponibile |
| Seconda stagione | 8 | 3 settembre 2026 | Disponibile |
| Terza stagione | Non annunciati | Data non comunicata | Confermata |
La seconda stagione riparte con Eddie e Susie ormai più consapevoli del proprio potere. Il loro affare supera i confini inglesi e arriva anche sulle sponde del Lago Maggiore, introducendo nuovi alleati e nuovi avversari.
Tra le new entry italiane spiccano Sergio Castellitto, Benedetta Porcaroli e Michele Morrone. Il cast comprende inoltre Hugh Bonneville e Benjamin Clementine, mentre tornano Theo James, Kaya Scodelario, Ray Winstone, Joely Richardson, Daniel Ings e Vinnie Jones.
La terza stagione è stata confermata, ma non esiste ancora una data di uscita. Per ora il punto importante è che la serie non si è fermata dopo il primo ciclo e ha ancora spazio per sviluppare il rapporto instabile tra Eddie, Susie e Bobby.
Lo stile di Guy Ritchie funziona anche in formato seriale
La serie conserva molti marchi di fabbrica del regista. I dialoghi sono rapidi, l’azione arriva spesso dopo una lunga fase di negoziazione e la violenza può esplodere in modo improvviso, quasi grottesco. Montaggio dinamico, musica energica e ambientazioni eleganti costruiscono un tono che definirei criminale ma leggero.
Il contrasto più riuscito è quello tra la calma della campagna inglese e la brutalità degli affari nascosti sotto la superficie. Una cena in una villa può trasformarsi in una minaccia, mentre una discussione su un’eredità diventa una questione di sopravvivenza. Questa collisione tra decoro e caos è il vero motore dello spettacolo.
Non tutto, però, è impeccabile. Alcuni episodi hanno una struttura ripetitiva e certi personaggi sembrano costruiti più per il gusto della battuta che per una reale profondità psicologica. Io trovo che la serie dia il meglio quando mette in scena rapporti di potere, non quando prova a sorprendere con l’ennesimo criminale sopra le righe.
Chi cerca un crime realistico e rigoroso potrebbe trovare eccessivi i colpi di scena e le coincidenze narrative. Chi invece apprezza il cinema di Ritchie, l’umorismo nero e una narrazione consapevolmente sopra le righe troverà una visione molto più divertente di quanto lasci intendere il semplice genere gangster.
Film o serie, da dove conviene iniziare
Se vuoi conoscere soltanto la storia di Eddie e Susie, puoi iniziare direttamente dalla serie. La visione del film non è una condizione necessaria, perché non ci sono protagonisti ricorrenti e la vicenda televisiva ha una propria conclusione narrativa.
Il film del 2019 resta però utile per capire l’origine dell’idea. È più compatto, più aggressivo e costruito come un intreccio cinematografico pieno di truffe e cambi di prospettiva. La serie amplia lo stesso immaginario e lo distribuisce in otto episodi, lasciando più spazio ai personaggi secondari.
| Se cerchi... | Ti conviene iniziare da... |
|---|---|
| Un racconto rapido e autoconclusivo | Il film del 2019 |
| Un intreccio più ampio con famiglie e alleanze | La serie TV |
| Lo stile più concentrato di Guy Ritchie | Entrambi, partendo dal film |
| Una visione senza conoscere l’universo precedente | Direttamente dalla prima stagione |
Il mio consiglio è semplice. Guarda prima la serie se vuoi una storia più lunga e vuoi arrivare subito alla seconda stagione; scegli il film se preferisci un colpo criminale più breve e compatto. In ogni caso, non aspettarti un adattamento fedele: sono due opere collegate dall’identità creativa di Guy Ritchie.
Perché può essere la serie giusta per una serata di binge watching
The Gentlemen funziona soprattutto per chi ama personaggi ambigui, criminalità spettacolare e una buona dose di humour britannico. Non chiede allo spettatore di prendere sul serio ogni dettaglio, ma di entrare nel gioco e accettare una realtà dove un duca può diventare un boss e una tenuta di campagna può nascondere un impero illegale.
La consiglio meno a chi cerca un dramma criminale lento, realistico e introspettivo. Qui il piacere nasce dal ritmo, dalle performance sopra le righe e dal modo in cui ogni personaggio tenta di trasformare una situazione assurda in un vantaggio personale.
Nel complesso, la serie merita la visione perché non si limita a sfruttare il titolo del film. Costruisce un mondo riconoscibile, valorizza il contrasto tra privilegio e criminalità e trova in Eddie e Susie una coppia abbastanza solida da sostenere più stagioni.
Con la seconda stagione già disponibile e una terza confermata, The Gentlemen è oggi una delle proposte crime più immediate per chi vuole azione, ironia e stile senza affrontare un racconto troppo pesante. Il suo punto di forza non è il realismo, ma la capacità di rendere elegante anche il caos.